17/03/2006

PANAME

Mi dispiace, devo dire la verità. Mi dispiace davvero che Parigi sia messa a ferro e fuoco. Mi dispiace. Per le edicole date alle fiamme, le automobili rovesciate e tutto il resto. Mi dispiace anche per i trecento arresti. La violenza gratuita (e anche quella prezzolata) genera solamente altra violenza.

Non posso però fare a meno di pensare che quelli che provocano così tanto rumore sui telegiornali con le loro molotov, e le loro tute bianche, e nere, siano sempre una esigua minoranza di coloro che protestano.

Non posso fare a meno di pensare che, i francesi, siano più degni di noi italiani. Certo, perché magari non cambieranno un cazzo, magari è tutto inutile, però loro non possono dire di essersi fatti svendere gratis. Noi trentenni italioti, ai tempi del centrosinistra riformista del lavoro, creatore dei CoCoCo e delle agenzie interinali non abbiamo mosso un dito. Noi il nostro centimetro di dignità lo abbiamo svenduto senza nemmeno una rimostranza.

Del resto ci sono cose che con mastercard non puoi comprare. Ma questo la mamma non ce lo ha insegnato, forse.

E allora eccoci qui. A perdere i contratti ogni due o tre anni, eccoci qui a fare concorsi per posti precari, come a Rovereto, in duecentocinquanta per sostituire le maternità. Ecco qui, la generazione ics, gli analfabeti della coscienza politica. Gli indolenti, accidiosi usciti dal tunnel del divertimento, buoni solo per gli afterhours e i brunch. Con un’inclinazione naturale al talento organizzativo per quanto riguarda il catering dei consigli di amministrazione. Una propensione innata alla presentazione power-point, e un gusto particolare per i dvd in stile Hollywood-goldenglobe. Che l’Oscar è troppo nazional-popolare.

Quelli che si inteneriscono contando le sigle dei cartoni giapponesi degli anni ottanta. Proprio quelli. E se non siete un po’ così anche voi, cari amici trentenni trendy, allora scusatemi. Sto parlando di me. Noi di voi. Chiedo venia.

Magari mi sbaglio, e invece delle sigle dei cartoni avete tutti nelle orecchie questa:

Anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio

se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento

se il fuoco ha risparmiato le vostre Millecento

anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti non sta succedendo niente,

le fabbriche riapriranno, arresteranno qualche studente

convinti che fosse un gioco a cui avremmo giocato poco

provate pure a credervi assolti siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso le vostre porte sul nostro muso

la notte che le "pantere" ci mordevano il sedere

lasciandoci in buonafede massacrare sui marciapiedi

anche se ora ve ne fregate, voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri tutto è rimasto come ieri,

senza le barricate senza feriti, senza granate,

se avete preso per buone le "verità" della televisione

anche se allora vi siete assolti siete lo stesso coinvolti.

( Fabrizio De Andrè )

 

di buldra at 10:01:30 10 Commenti

15/03/2006

SPECCHIORIFLESSO

Al rientro dalla salaprove, ieri sera, ho seguito trepidante il confronto Prodi/Berlusckoni, mentre montavo (con non poche difficoltà) uno sgabello dell’IKEA. Devo dire che sono due grandi mediocri. Mediocrità è proprio la parola che mi viene in testa. Certo dei due quello che si salva è l’affettato nazionale centrosinistroide, però devo proprio dire che sembravano due mediocri. Mediocri e ancora mediocri.

Uno che spiegava le cose presentandosi come unica soluzione per un ritorno all’unità del paese, e alla politica di tutti. E l’altro che giocava come i bambini dell’asilo allo specchioriflesso. Della serie tutto quello che dici non e vero la realtà (sua) è un’altra.

Insomma, statura politica paragonabile a quella di un foruncolo sul culo emmorroidoso di Homer Simpson. Anzi, se ci fosse lui candidato io lo voterei. Mamma mia che mediocrità. Ho davvero notato un inquietante parallelismo tra le idee politiche dei due contendenti e i mobili dell’IKEA. E chi conosce l’IKEA sa di cosa parlo.

La cosa più bella era vedere Emilio Fede, dopo il dibattito, a Porta a Porta. Impedibile.

Avrei davvero bisogno di un po’ di macinato di carne.

Col limone.

 

di buldra at 13:58:13 1 Commento

14/03/2006

D-DAY

Ultimamente il mio sport preferito è cambiare canale mentre guardo il telegiornale. Perché è insopportabile. Questa non è una campagna elettorale. È una massacro. I toni sono tremendi. Se voi guardate “matrix” di Mentana non potete fare  ameno di notare il pubblico in studio rigidamente diviso in due fazioni. Non potete fare a meno di notare che il pubblico “destrista” è tutto giacca-incravattato, capello corto rasato e sguardo fiero. Tutti dei bei modelli di Armani che a me sembrano pronti per fare il passo dell’oca.

Ho visto sprazzi del confronto Berlusconi/Diliberto. Stile “te lo faccio vedere io chi è un comunista”. Ho visto con i miei occhi il vuoto. Pura demagogia urlata. Propaganda anticomunista in stile maccartista. Pura. La storia gettata nel cesso già sporco lurido di un autogrill della Salerno-reggio Calabria., e la voce di “Mr. B.” ha lo stesso suono dello sciacquone. Dall’altra parte la punta di diamante dell’acume politico, rispondente al nome di Oliviero (?) Diliberto. Uno che è fermo lì, a spiegare al mondo il perché delle cose, e soprattutto il perché il comunismo Leninista è diverso dal comunismo Togliattista. Lo sanno tutti il perché, e quel perché bisogna che lo dici, coglione, è facile

“Togliatti ha firmato l’amnistia per i gerarchi fascisti”.

Non ci vuole molto a dirlo, è la verità, è scritto sui libri di storia. Perché non lo dici?

Perché è una macchia sul curriculum del PCI?

Perché non fai i conti, non lavi i panni in Arno….perchè sei così “comunista” in senso dispregiativo e non in senso rivoluzionario.

Mah.

Mistero…..

Poi vorrei complimentarmi con Lucia Annunziata, vero esempio di intelligenza. Fai la giornalista da decenni, aspiri ad un posto da direttore di telegiornale, e poi ti fai fregare in quel modo?

Ma allora sei idiota. Ma davvero idiota. Vedi che il potere, la visibilità da alla testa a tutti. E comunque la Annunziata non mi è mai sembrata una cima di intelligenza. Cazzo, a Berluskazzer non gli pareva vero di poter fare la scenetta del “non gioco più” in diretta su raitre.

Perché cazzo stai al gioco Annunziata? Ma sei scema?

..mah…..altro sospiro.

Infine, un ulteriore complimento a quelle duecento ENORMI teste di merda che hanno messo a ferro e fuoco Milano. Bravi, come i bambini delle elementari, avete il cervello noggllobball imbevuto nella diarrea. Complimenti. Se eravate “in buona fede” state sbagliando, e siete anche poco intelligenti perchè non è il momento di sbagliare. Se, come invece sospetto, siete a libro paga di qualcuno (e visto il tempismo non mi stupirei), allora ok. Bravi. Avete fatto il vostro lavoretto sporco del cazzo. primo o poi, seppiatelo, gli stessi che vi lasciano le mani libere ve le ammanetteranno. Vi cancelleranno. E vi lasceranno marcire in qualche cazzo di cantina.

Bella, bellissima, accecante....l’italiota democrazia urlante.

 

di buldra at 12:10:35 Commenta:

10/03/2006

REAL WORLD

Allora, il problema che avevo con clarence pare sia risolto.

Sto tuttavia decidendo se emigrare definitivamente su splinder o se restare, appunto, su clarence.

Per il momento Filter Tips esisterà, identico, su ambedue gli indirizzi.

 

http://buldra.clarence.com

http://buldra.splinder.com

 

Titolo di Repubblica.it:

Primi interrogatori per la banda di spie Rutelli contro Storace

 

 

Nello stesso istante, su Tgcom.it

Commerciante ucciso, preso il killer.  Aveva la refurtiva: pronto alla fuga

 

E' un extracomunitario tunisino

 

 

Non c’è che dire, due realtà identiche.

Sputate proprio.

Buon weekend.

di buldra at 11:36:50 2 Commenti

10/03/2006

ABITUDINE

È un periodo strano, questo. Per il vecchio Buldra. Si deve ancora abituare ai nuovi abiti, alle nuove scarpe e ai nuovi odori. Certo, ha rivoltato la sua vita come un calzino, bene o male. Un po’ per caso, e un po’ per volontà sua. Convinto di andare avanti nella direzione giusta, il nostro eroe compie delle scelte. Compiere delle scelte, finalmente, non è mai stato il punto di forza del vecchio Bulra. Ma questa volta, incredibilmente, lo ha fatto. Ed ora si trova a gestire ed affrontare non le conseguenze, ma il frutto ti tali scelte.

Semplicissime.

Da buon abitudinario fa fatica ad abituarsi ad abitudini nuove.

Da buon insicuro si pone seicento domande e si da seimila risposte diverse nel giro di un minuto. Su sei questioni diverse, ovvio.

Tuttavia ci sono tuffi al cuore.

Che non possono.

Mentire.

E la stanchezza passerà.

 

di buldra at 11:18:34 Commenta:

01/03/2006

TOY STORY

C’era una volta una fabbrica di orsacchiotti di pezza.

Non si sa dove ma c’era.

Dentro questa fabbrica lavoravano persone.

Negli anni settanta le persone erano molto diverse da come lo sono oggi.

Magari gli operai di quella fabbrica ascoltavano i Doors.

Oppure ascoltavano i Pink Floyd.

O forse ascoltavano i Deep Purple.

Facevano orsetti di pezza colorati,

Che finivano quasi certamente nelle culle dei bambini appena nati.

Orsetti semplici.

Mica cose tipo Teletubbies, o Trudy o Tartarughe Ninja.

Non avevano un nome.

Eri tu, bambino, che davi il nome che volevi al tuo orsetto di pezza.

Chissà cosa stanno facendo, e dove sono, e cosa sono diventate

Le persone che lavoravano in quella fabbrica di giocattoli.

Chissà se lo sanno che stavano costruendo, a loro modo

L’infanzia di un sacco di gente

Che adesso magari è direttore di banca

Oppure autista di Tram

Oppure musicista

Oppure impiegato all’università.

Chi lo sa.

Se lo sapevano.

Che i loro giocattoli duravano così tanti anni.

 

 

 

di buldra at 11:30:58 Commenta:

28/02/2006

KILL

Ho paura di ucciderti

Per una stupida gara

A chi si fa più male

Il mio egocentrismo arriva

Ad invidiare perfino gli abbandoni

 

Ho paura di ucciderti

Tu, che non puoi morire

Tu che l’unica cosa che sai fare

È annodarmi i nervi

E farmi credere

Che sia tutto merito tuo

Con la tua stoffa da attore

E il tuo fascino nucleare

 

Ho paura di ucciderti

Perché ho paura

Di uccidere me

Ma per fortuna

So imparare

Anche dal male

Smettila di darmi fastidio

Ho altro da fare

 

di buldra at 14:07:27 Commenta:

27/02/2006

1.9.7.4.

Allora, dunque, in ordine sparso.

Venerdì ho inaugurato la mia nuova casetta.

Grazie a tutti i presenti alla festa improvvisata e improvvisa.

Molto intima

Graziedicuore.

Poi ho un quadro coloratissimo e arrotolato

Nuovo

Per adesso è sul pavimento

Vicino a una lampada dell’IKEA

Tra poco starà su una parete.

Poi abbiamo visto questo film:

http://filmup.leonardo.it/arrivederciamoreciao.htm

non è un bel film.

Nel senso, l’idea è carina.

Ma non è verosimile.

Il romanzo di Carlotto da cui è tratto sarà sicuramente meglio.

Poi

Prove di outing

Ma non sono gay

Ed è

Tutto

Splendidamente

Ok

Poi

Tempo fa ero andato a vedere un concerto di uno dei miei gruppi italiani

Preferiti

Gli afterhours

Il cantante, tal Manuel Agnelli

Ad un certo punto fa una strana predica.

Una tipa dal pubblico lo manda bonariamente a fareinculo

Dopo che ci aveva fatto aspettare 1 ora per il bis.

Lui dal palco l’ha guardata dritto negli occhi e le ha detto

Nel microfono

Che si sentisse bene

“vai a fare in culo tu, troia!”

A me lì per lì mi è sembrato tutto molto

“rock”

Ora pare che tal Manuel Agnelli

Abbia superato il limite:

http://kayblog.splinder.com/1140957402#7284807

Comunque, per finire,

esattamente 32 anni fa

nascevo

a Bologna

e da quel giorno

non è che mi senta poi tanto diverso.

Già.

di buldra at 12:25:51 24 Commenti

24/02/2006

EQUILIBRIO

L’equilibrio tra volontà ed emozione

È difficile

Ma essenziale

Più ti ci avvicini

Più ti senti forte.

Ma è come camminare sul filo.

Devi  metterlo in dubbio ad ogni passo

Rischiare di perderlo

E fidarti solo delle tue gambe

 

di buldra at 12:11:27 Commenta:

23/02/2006

PISTA PRIMA

La pace è guerra

http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/body.asp

 

La libertà è schiavitù

http://www.crif.com/index.asp

http://www.xluve.com/videoz.htm

 

L’ignoranza è forza

http://silvioberlusconi.splinder.com/

 

Ecco, alla fine vedi che Orwell si era sbagliato solo di una ventina d’anni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di buldra at 12:00:13 5 Commenti